Estremo A’

Torrazzo di Capo di Bove, Via Appia Antica, Roma
41°50’54.7”N 12°31’29.0”E (datum WGS84-ETRF2000)

A poco più di 500 m dall’estremo A, sulla sinistra andando verso Albano Laziale, vi è un antico sepolcro senza più la copertura, comunemente chiamato torrazzo di Capo di Bove per il toponimo della zona circostante.
Durante la misurazione della base, p. Secchi comprese che per l’utilizzo futuro del suo lavoro geodetico sarebbe stato più opportuno scegliere un estremo iniziale che avesse una migliore visuale dell’orizzonte poiché l’estremo A si trova circondato quasi completamente da manufatti sia a nord-est che a sud-ovest. Con grande lungimiranza scelse, quindi, il suddetto torrazzo tanto che dopo quasi 15 anni, quando gli Italiani entrarono a Roma, i topografi militari acquisirono in toto il lavoro del gesuita per il disegno della cartografia nazionale.
Con il punto sul torrazzo, ancora oggi identificabile dal pilastrino in mattoncini (figura 1) che sorregge il segnale metallico, visibile sulla sommità spostandosi un pò per l’opposta via Capo di Bove, si veniva a costituire una nuova base leggermente più corta, ma meglio collegabile alla torre del Primo Meridiano d’Italia sita su Monte Mario e distante poco più di 10 km. Tale collegamento era necessario per unificare la rete geodetica pontificia con quella del Regno d’Italia che si era formata a sua volta con la successiva unione delle reti geodetiche degli Stati preunitari.
Il monumento è corredato da una lapide (figura 2), l’unica che racconti, seppur sinteticamente, le misure geodetiche eseguite lungo l’antica Via. Dopo il 1880 la lapide fu frantumata dall’esplosione di una mina e ricomposta. L’ultima parte del testo della lapide fa riferimento alla grande operazione geodetica promossa dalla Prussia nel 1861 per la misura di un arco di meridiano passante per l’Europa centrale al fine di studiare la forma della Terra, tema di dibattito tra gli scienziati durante i precedenti tre secoli. A questa operazione lo Stato Pontificio aderì ufficialmente solo alla fine del 1869.

Tullio Aebischer, SISFA

Bibliografia
T. Aebischer, R. Fioravanti, a cura di: Angelo Secchi. Astronomo e fisico. Attualità scientifica e luoghi storici a Roma, Atti della Giornata di Studio (Biblioteca Casanatense, 10 giugno 2009), Città di Castello (PG), 2014, pp. 168; T. Aebischer: La via Appia Antica parco geodetico. Fonti letterarie e online sulle basi geodetiche di Boscovich e Secchi misurate per la cartografia dello Stato Pontificio e lo studio della forma della Terra (XVII-XXI secc.), Città di Castello (PG), 2014, pp. 233.